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| I NUMERI DI UN BOOM MONDIALE |
Nel mondo,
i telefonini sono oggi oltre 500 milioni. Nel 2005 si
prevede che raggiungano i 940 milioni, nel 2010 i 2 miliardi.
In Italia i cellulari sono oltre 32 milioni. A fine 2000
si prevede che arriveranno a 33,6 milioni. A fine 2003
saranno 43,3. Nel '95 la Tim aveva 3.863.374 clienti,
l'Omnitel ne aveva 11 mila.
In Europa, l'Italia è seconda per densità di cellulari
in rapporto alla popolazione (57 milioni di abitanti).
Al primo posto è la Finlandia che, con 5 milioni di abitanti,
ha quasi 4 milioni di cellulari.
A fine 2000, in Germania i telefonini saranno 25,8 milioni;
in Francia 19,9 ; in Gran Bretagna 18; in Spagna 11,2;
in tutto il resto dell'Europa occidentale 47,5; negli
Usa 97 milioni; in Giappone 58.
Fonti: Eito (European Information technology observatory);
Forum Umts, Universal mobile telecommunications System).
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Partiamo
dal decreto 381, varato nel giugno del '99. È l'unica
normativa nazionale in vigore in attesa che il Senato licenzi
definitivamente la legge quadro sui campi elettromagnetici.
È questo il decreto che fissa il massimo delle emissioni consentite.
Ed è qui che comincia il ginepraio delle contraddizioni: il
limite vale soltanto per le stazioni radio base, le decine
di migliaia di antenne che i quattro attuali gestori della
telefonia mobile, Tim, Omnitel,Wind e Blu, hanno piazzato
dappertutto. E che tanto preoccupano i condomini di tutta
Italia. Nessun limite invece è fissato per i telefonini. Anzi:
nel decreto non si fa cenno ai quasi 33 milioni di radiotrasmettitori
che, come abbiamo visto, lanciano le loro forti onde elettromagnetiche
in direzione di altrettanti cervelli.
Possibile? Incredibilmente sì. La legge quadro prevederà tabelle
e limiti per tutte le fonti che emettono onde elettromagnetiche.
Ma il decreto 381 fa finta che i cellulari non esistano. «Oggi
siamo al paradosso che l'opinione pubblica ha paura solo delle
antenne montate sui cornicioni dei palazzi. Le combatte facendo
nascere un comitato per ogni condominio. Ma le emissioni delle
antenne sono state abbassate secondo la norma. Nessuno invece
si preoccupa del telefonino che tiene in tasca e che usa male»
spiega il fisico Massimo Sperini, uno dei consulenti per la
legge quadro.
Ecco allora che è importante il decalogo per usare il cellulare
con moderazione e sempre con l'auricolare. «Questa è la miglior
protezione oggi possibile. Cominciamo a parlare di cose concrete:
pubblicizziamo al massimo l'uso corretto dei cellulari. Poi
cercheremo di capire se fanno male o no» dice il professor
Livio Giuliani, dirigente dell'Ispesl, l'Istituto superiore
di prevenzione e sicurezza sul lavoro del ministero della
Sanità.
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INCHIESTA TELEFONINI
AI RAGGI X |
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