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ATTUALITÀ INCHIESTA TELEFONINI AI RAGGI X

Cellulare/Primo rapporto sui rischi per la salute


Cnr e ministero della Sanità hanno testato i modelli più diffusi sul mercato. Il risultato è preoccupante: oltre il 70 per cento degli apparecchi emette radiazioni che superano la soglia prescritta dalla legge. C'è da allarmarsi? Il mondo scientifico è diviso. Ecco, nel dettaglio, i risultati dei test e gli ultimi studi su un un problema che in Italia riguarda 32 milioni di persone. E su cui si attende un primo verdetto nel 2002.


di   
FABRIZIO CARBONE
7/7/2000

I NUMERI DI UN BOOM MONDIALE
Nel mondo, i telefonini sono oggi oltre 500 milioni. Nel 2005 si prevede che raggiungano i 940 milioni, nel 2010 i 2 miliardi.
In Italia i cellulari sono oltre 32 milioni. A fine 2000 si prevede che arriveranno a 33,6 milioni. A fine 2003 saranno 43,3. Nel '95 la Tim aveva 3.863.374 clienti, l'Omnitel ne aveva 11 mila.
In Europa, l'Italia è seconda per densità di cellulari in rapporto alla popolazione (57 milioni di abitanti). Al primo posto è la Finlandia che, con 5 milioni di abitanti, ha quasi 4 milioni di cellulari.
A fine 2000, in Germania i telefonini saranno 25,8 milioni; in Francia 19,9 ; in Gran Bretagna 18; in Spagna 11,2; in tutto il resto dell'Europa occidentale 47,5; negli Usa 97 milioni; in Giappone 58.
Fonti: Eito (European Information technology observatory); Forum Umts, Universal mobile telecommunications System).

Partiamo dal decreto 381, varato nel giugno del '99. È l'unica normativa nazionale in vigore in attesa che il Senato licenzi definitivamente la legge quadro sui campi elettromagnetici. È questo il decreto che fissa il massimo delle emissioni consentite. Ed è qui che comincia il ginepraio delle contraddizioni: il limite vale soltanto per le stazioni radio base, le decine di migliaia di antenne che i quattro attuali gestori della telefonia mobile, Tim, Omnitel,Wind e Blu, hanno piazzato dappertutto. E che tanto preoccupano i condomini di tutta Italia. Nessun limite invece è fissato per i telefonini. Anzi: nel decreto non si fa cenno ai quasi 33 milioni di radiotrasmettitori che, come abbiamo visto, lanciano le loro forti onde elettromagnetiche in direzione di altrettanti cervelli.
Possibile? Incredibilmente sì. La legge quadro prevederà tabelle e limiti per tutte le fonti che emettono onde elettromagnetiche. Ma il decreto 381 fa finta che i cellulari non esistano. «Oggi siamo al paradosso che l'opinione pubblica ha paura solo delle antenne montate sui cornicioni dei palazzi. Le combatte facendo nascere un comitato per ogni condominio. Ma le emissioni delle antenne sono state abbassate secondo la norma. Nessuno invece si preoccupa del telefonino che tiene in tasca e che usa male» spiega il fisico Massimo Sperini, uno dei consulenti per la legge quadro.
Ecco allora che è importante il decalogo per usare il cellulare con moderazione e sempre con l'auricolare. «Questa è la miglior protezione oggi possibile. Cominciamo a parlare di cose concrete: pubblicizziamo al massimo l'uso corretto dei cellulari. Poi cercheremo di capire se fanno male o no» dice il professor Livio Giuliani, dirigente dell'Ispesl, l'Istituto superiore di prevenzione e sicurezza sul lavoro del ministero della Sanità.

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