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Si passa
allora alla questione di fondo che oggi divide la comunità
scientifica internazionale. Le onde elettromagnetiche
non ionizzanti ad alta frequenza, emesse dai telefoni cellulari,
fanno male? Possono provocare tumori, leucemie e quant'altro?
Risposte univoche è impossibile averne. Perché i ricercatori
più affidabili si contrappongono. Da una parte i riduzionisti
non smettono di tranquillizzare l'opinione pubblica. Allo
stato delle cose, dicono, non c'è nesso tra l'uso dei cellulari
e un possibile aumento di tumori rispetto alle medie accertate.
Dall'altra i precauzionisti dicono che, comunque, è meglio
abbassare il più possibile i limiti di sicurezza.
Per sintetizzare: dal 1996 a oggi sono state effettuate 34
ricerche importanti, promosse da enti, università e organizzazioni
internazionali con esperimenti su cavie, cellule umane mantenute
in vita, persino lombrichi. La più importante tra tutte, quella
dell'Organizzazione mondiale della sanità, si concluderà alla
fine del 2002. «Solo allora sapremo» dice laconico Igor Rozov,
portavoce dell'Oms a Ginevra. Ma all'interno della stessa
Oms si possono trovare posizioni distinte. Come quella di
Michael Repacholi, l'australiano che ha forse più esperienza
al mondo sui campi elettromagnetici, e che da anni continua
ad affermare: «Le evidenze scientifiche attuali indicano come
improbabile che i campi Rf (radiofrequenza) inducano o promuovano
tumori». Eppure, la sua posizione è in contrasto con quella
di altri ricercatori australiani, tra cui il gruppo di Tony
Basten. Il direttore del Centenary institute of cancer medicine
di Sydney ha pubblicato i dati relativi a un aumento di linfomi
nei topi che per 18 mesi erano stati bombardati da emissioni
ad alta frequenza.
Certa del fatto che i cellulari siano innocui alla salute
è l'Icnirp, la Commissione internazionale per la protezione
dalle radiazioni non ionizzanti. I suoi tecnici, che mettono
a confronto tutte le ricerche disponibili al mondo, hanno
posto a 40 volt al metro il limite per la sicurezza degli
utenti. E a questo limite si sono adeguati tutti i costruttori
di telefonini del mondo. Insomma, «tranquillizziamoci» è la
parola d'ordine di una parte della barricata. Ma le cose non
sono così semplici: nell'Oms stessa ci sono voci discordanti
e in una nota del marzo scorso l'organizzazione ha suggerito
ai governi di applicare «in modo rigoroso il principio precauzionale
nella valutazione dei rischi e di adottare un approccio preventivo
e protettivo in relazione ai rischi potenziali dell'inquinamento
elettromagnetico».
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