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ATTUALITÀ INCHIESTA TELEFONINI AI RAGGI X

Cellulare/Primo rapporto sui rischi per la salute


Cnr e ministero della Sanità hanno testato i modelli più diffusi sul mercato. Il risultato è preoccupante: oltre il 70 per cento degli apparecchi emette radiazioni che superano la soglia prescritta dalla legge. C'è da allarmarsi? Il mondo scientifico è diviso. Ecco, nel dettaglio, i risultati dei test e gli ultimi studi su un un problema che in Italia riguarda 32 milioni di persone. E su cui si attende un primo verdetto nel 2002.


di   
FABRIZIO CARBONE
7/7/2000

LE PRECAUZIONI DA PRENDERE
Un decalogo anti rischi
1-Usare l'auricolare: abbatte di 10 volte la quantità di radiazioni del telefonino.
2-Tenere il cellulare «in parcheggio» il più lontano possibile.
3-Cercare di fare telefonate brevi.
4-Evitare che il telefonino venga usato da bambini o da minori di 16 anni perché fino a quell'età la calotta cranica e la massa cerebrale sono ancora in formazione.
5-Non tenere il cellulare agganciato alla cintura come una pistola.
6-Non usare il telefonino in auto. Non solo è vietato dal codice della strada, ma il metallo della carrozzeria induce fenomeni di riflessione dell'onda elettromagnetica con aumento delle esposizioni. Usare il viva-voce.
7-Per i portatori di pacemaker: tenere il cellulare lontano dal generatore di impulsi.
8-Non ricaricare il telefonino sul comodino accanto al letto.
9-Non tenere il cellulare nel taschino della giacca all'altezza del cuore o nelle tasche dei pantaloni, vicino all'inguine.
10-Preferire il telefonino con antenna estraibile. E acquistare i modelli schermati di ultima generazione perché riducono di molto le emissioni.

Anche in Gran Bretagna, paese all'avanguardia in questi studi, la parola d'ordine in questi mesi è «cautela». Una commissione del governo ha chiesto ai costruttori di telefonini di non invitare all'acquisto i minori di 16 anni. Il capo dei ricercatori, il biologo William Steward, ha dichiarato nei mesi scorsi: «Ci sono prove preliminari che l'esposizione alle radiazioni può produrre effetti nascosti sulle funzioni biologiche, incluse quelle del cervello».

E in Italia? Una ricerca dell'Enea, conclusa nei mesi scorsi dopo tre anni di lavoro, esclude qualsiasi danno alle strutture interne dell'orecchio. Anche se non si pronuncia su possibili effetti al cervello. Una spaccatura c'è anche nello stesso ministero della Sanità tra studiosi come Livio Giuliani e Paolo Vecchia. Quest'ultimo, dirigente dell'Istituto superiore di sanità, esclude che si possa parlare di rischi per la salute umana. Giuliani è invece molto cauto. È tra i 20 firmatari della risoluzione di Salisburgo del 18 giugno scorso che ha chiesto di abbassare i limiti di sicurezza per le emissioni della telefonia cellulare addirittura a 0,6 volt al metro. Tra i promotori c'era tutto il gotha dei preoccupati, con in testa l'americano Carl Blackman dell'Epa, l'Environmental protection agency del governo Usa.
Ma, alla fine, possiamo star sicuri? «Con l'auricolare, sì» assicura Giampiero Ravagnan, direttore del centro di medicina sperimentale del Cnr. I suoi ricercatori lavorano da anni su cellule umane espiantate e mantenute in vita. Settimio Grimaldi, uno dei ricercatori, dichiara: «Un danno alle cellule c'è. Ma attenzione: sono cellule staccate dal corpo e non è un dettaglio secondario. Ci vorrà quindi ancora molto tempo per capirci qualcosa».

SU INTERNET
www.pettigna.com/elettrosmog/htm/telefonia.asp

 
© Arnoldo Mondadori Editore-1999
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