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l’Unità

12 Giugno 2000

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"Etichette sui cellulari che inquinano"

Crociata dei volontari contro l’elettrosmog

ROMA I telefonini come le sigarette: ogni etichetta su ogni apparecchio dovrebbe indicare il grado di inquinamento elettromagnetico che produce al momento dell’uso. Come fare? Prima di tutto, va misurato questo inquinamento. E questo avverrà, per la prima volta, il prossimo 28 Giugno quando il Wwf e il Cnr, di fronte a giornalisti ed in diretta su internet, misureranno questo tipo di inquinamento su 100 modelli di cellulari. Inizierà così una battaglia ambientalista, per ora informativa, ma finalizzata alla previsione di etichette sugli apparecchi, organizzata da Guido Santonocito, trentaduenne di Roma, volontario del Wwf per il quale si occupa appunto all’elettrosmog.

Un’attività che impegna gran parte della sua giornata. Guido è laureato in legge e per professione fa l’imprenditore; è proprietario di un’agenzia immobiliare con 15 dipendenti.

Giunto all’associazione ambientalista come obiettore di coscienza, il volontario si è subito avvicinato all’inquinamento elettromagnetico. "Nessuno se ne occupava allora racconta mi hanno dato spazio e l’apporto per iniziare a trattare l’argomento. La misurazione dell’inquinamento dei cellulari è una delle tante iniziative di questi anni e se giungeremo alle etichette sarà un grande successo per il volontariato. Ho imparato tante cose ed in pochi anni ho costituito un coordinamento di volontari".

Il gruppo si chiama Alce (Associazione lotta contro elettrosmog) di cui fra gli altri fanno parte, oltre al Wwf, anche Greenpeace ed Italia Nostra. Alce è divenuto un referente, dal punto di vista tecnico, delle istituzioni (ministero e Parlamento) e soprattutto di un movimento di base, fatto di migliaia di comitati locali in lotta contro un inquinamento invisibile. Da Alce

Partono iniziative legali, manifestazioni, sostegni a proteste e denunce. "E’ un forum spiega Guido un piccolo Parlamento che ha determinato una rapida crescita. E’ un’attività estremamente proficua". Le principali denunce e i timori della gente espressi da Alce riguardano le antenne per i ripetitori dei cellulari ( circa 60 mila in Italia) e le stazioni radiotelevisive. Di fronte all’installazione nasce spesso un comitato, "comincia così a crearsi un conflitto sociale e fanno riferimento a noi per essere rappresentati".

Emblematico il caso della scuola romana Leopardi a Montemario: "nel cortile della scuola, frequentata da 400 bambini, ci sono 250 emittenti radiotelevisive".


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