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Radio
Vaticana - Cesano Roma
Roma: per i ripetitori di Cesano il pm Amendola rinvia a giudizio
tre dirigenti dell'emittente della Santa Sede. Indagini sul possibile
collegamento radiofrequenze fuorilegge-leucemie nei bambini e tumori
negli adulti.
ROMA, 25 OTTOBRE - L'accusa elettrosmog, l'imputato Radio Vaticana,
parte lesa gli abitanti di Cesano, circa diecimila anime (inquinate,
stando alla procura di Roma) che vivono sotto le antenne e i ripetitori
a pochi km a nord della Città eterna. L'emittente della Santa Sede
verrà processata per inquinamento elettromagnetico. La decisione
è del procuratore aggiunto di Roma Gianfranco Amendola, che ha deciso
di rinviare a giudizio tre alti dirigenti dell'emittente della Santa
Sede i cui ripetitori situati a Cesano, violerebbero i limiti di
legge sull'elettrosmog. Ora il giudice dovrà fissare la data dell'udienza,
dopo che il pm Amendola ha deciso di non accogliere le osservazioni
presentate dagli avvocati della difesa nei giorni scorsi, a conclusione
delle indagini.
Soddisfatti il Codacons e il coordinamento dei Comitati Roma Nord
che si costituiranno parte civile, non appena sarà resa nota la
data dell'udienza. Davanti ai giudici saranno chiamati il direttore
dell'emittente, padre Pasquale Borgomeo, il direttore tecnico Costantino
Pacifici e padre Roberto Tucci, presidente del comitato di gestione.
Il reato contestato da Amendola è "getto pericoloso di cose" in
base all'articolo 674 del codice penale: lo stesso utilizzato dal
pm di Torino Raffaele Guariniello in una causa analoga nel capoluogo
piemontese.
IL MINISTERO DELL'AMBIENTE: QUEL SITO NON È A NORMA
L'impianto di Radio Vaticana a Cesano è attivo dal 1957. Si tratta
di una cinquantina di antenne alte fino a 100 metri che trasmettono
ad elevata potenza e che secondo indagini della Regione Lazio, con
il contributo dell'Enea e dell'Anpa, sarebbero tre volte superiori
al limite di sicurezza di 6 volt metro fissato dal decreto 381/98
che regola la materia.
Il sito di Cesano rientra fra quelli "non a norma" individuati dal
ministero dell'Ambiente e che dovranno essere 'delocalizzati'. Secondo
i comitati locali, le emissioni troppo elevate delle antenne, sarebbero
responsabili dei casi di tumore che hanno colpito la popolazione
e in particolare delle numerose leucemie fra i bambini.
"Abbiamo notizie di 3 o 4 bambini di Cesano ammalati di leucemia
- spiega l'avvocato Cristina Tabano, legale del Codacons che si
occupa di elettrosmog - e di un preoccupante incremento della mortalità
da tumore nella popolazione adulta della zona, rispetto alla media
regionale . Bambini e adulti abitano in case vicine tra loro, tutte
nei pressi di ripetitori". Attualmente il Codacons sta seguendo
altri casi di (presunto) elettroinquinamento in Italia: dalla vicenda
Umts, a quella degli elettrodotti Enel a Rossano Calabro (chiesto
il sequestro d'urgenza degli impianti, riscontrato aumento della
mortalità da tumore negli animali da pascolo e allevamento), fino
ai ripetitori per i telefonini a Torino.
Da parte loro, gli avvocati di Radio Vaticana, Eugenio Pacelli (nipote
di Pio XII) e Marcello Melandri in passato avevano invocato l'extraterritorialità
dell'emittente in base ai Patti Lateranensi. Con il rinvio a giudizio
si 'bypassa' questo principio. Resta però il fatto che il processo
ha un valore puramente simbolico: in caso di condanna, le pene previste
sono un'ammenda di 400 mila lire e l'arresto fino a un mese.
RADIO VATICANA: "ITALIA IPERSENSIBILE SULL'ELETTROMAGNETISMO"
"Il nostro obiettivo non è vincere il processo ma fare chiarezza,
fugare i dubbi e l'angoscia di persone che si credono esposte a
un grave pericolo". Padre Pasquale Borgomeo, direttore di Radio
Vaticana replica alla notizia del processo. "Dobbiamo salvaguardare
la nostra credibilità in coerenza con i nostri valori e con la nostra
missione nel mondo" sottolinea. "L'ambiente, la tutela della salute
per noi sono un tema prioritario ma non possiamo non notare che
l'Italia sul tema dell'elettromagnetismo ha fatto una scelta iperprotettiva,
basata su una formulazione tecnico scientifica indifendibile e soprattutto
isolata in Europa. L'Italia ha deciso di restringere le soglie di
legge in notevole difformità con gli altri paesi che non sono certo
goffi o ignoranti" aggiunge il direttore.
Per Padre Borgomeo "se l'Italia adotta limiti molto restrittivi,
che non hanno riscontri internazionali, nella convinzione che ci
siano problemi di elettromagnetismo allora perchè non vieta nuovi
insediamenti e nuove case nelle zone ritenute a rischio? È incoerente
accusare impianti di essere a rischio, volerli spostare ma poi autorizzare
nuove case?"
Quanto al processo, padre Borgomeo ricorda che l'emittente trasmette
dal 1957 "sulla base di un accordo che applica a sua volta i Patti
Lateranensi tra Italia e Vaticano. Questa questione è semmai oggetto
di una controversia internazionale". Italia e Vaticano hanno avviato
un tavolo diplomatico che ha stabilito come primo passo il monitoraggio
congiunto delle emissioni.
"Spero che partiremo entro l'anno, abbiamo tutto l'interesse a fugare
i dubbi. Il fatto che la gente di Cesano sia angosciata è un problema
serio al quale vogliamo rispondere, anche perchè contestiamo la
strumentalizzazione del dolore altrui".
"Non credo che ci sia un trattamento persecutorio nei nostri confronti
- aggiunge - ma prima di lanciare allarmi bisogna fare ricerche
e trovare riscontri. Nella nostra delegazione che sta trattando
con lo stato italiano ci sono esperti di fama internazionale che
confermano l'assoluta mancanza di prove di danni alla salute e di
possibili effetti nocivi".
Quanto al problema dei bambini di Cesano malati di leucemia, padre
Borgomeo sostiene che "gli studi internazionali non stabiliscono
legami. Il dolore va rispettato ma non è detto che il decreto del
governo italiano sia fondato. L'Italia - ribadisce - ha una posizione
isolata e noi applichiamo da sempre le raccomandazioni internazionali
dell'Icnirp accettate in tutt'Europa e che ci tranquillizzano. Se
ci fossero davvero rischi, pensate che lasceremmo lì i nostri dipendenti?"
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