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TELEFONINI GSM PRIVI DI OMOLOGAZIONE MA FINALMENTE CON ETICHETTATURA!
A cura di Guido Santonocito (Resp. settore Elettrosmog WWF-Italia)

La legge istitutiva del servizio sanitario nazionale (L.23/12/78 n.833) al fine di predisporre "garanzie di salute uniformi in tutto il territorio nazionale" all'art.4 prevede "l'omologazione, per fini prevenzionali, di macchine, di impianti, di attrezzature e di mezzi personali di protezione".
Ad oggi l'omologazione è stata attuata, per un periodo, esclusivamente per i telefonini E-TACS (circa 6 milioni gli utenti attuali) sulla base di un decreto del Min PP.TT. che peraltro non prevede limiti di esposizione. In passato il Decreto (20 giugno 1995 n.458) raccomandava di inserire nelle istruzioni, relative ai primi telefoni portabili ormai in disuso, l'avvertenza: "gli utenti sono avvisati che per un uso soddisfacente dell'apparato e per la sicurezza personale, si raccomanda che nessuna parte del corpo deve trovarsi ad una distanza inferiore a 20 cm. dall'antenna durante il funzionamento dell'apparato".

Questa contraddizione potrebbe nascere da un'influenza proveniente dall'estero dove ad es. numerose direttive CEE, che si sono succedute dalla n.89/336 in poi, previste per "il ravvicinamento della legislazione degli Stati membri relativamente alla compatibilità elettromagnetica di apparecchi elettrici", sono il presupposto del poco rassicurante marchio CE posto sui cellulari GSM di 20 milioni di italiani tutti privi di omologazione.
Recentemente il Ministero dell'Ambiente con il Decreto n.381/98 "regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana"... "Visto il parere dell'Istituto superiore di Sanità" e dell'ISPESL.. ha fissato limiti di esposizione della popolazione, "in edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore", che in occasione di delle ormai lunghe telefonate al telefono cellulare sia Etacs che GSM vengono superati da 3 a 10 volte.

Dunque scomodo affrontare l'omologazione, difficile sottrarsi al principio "globalizzante" del telefonino comunque valido  se Compatibile Elettronicamente (CE),in base alle norme tecniche proposte dall'ICNIRP un organo privato che fissa quale riferimento il SAR (assorbimento di un individuo tipo anziché emissione dei telefonini) secondo un criterio che non appare condiviso dal legislatore italiano sulla base di pareri dei nostri organi Istituzionali (Ispesl, ISS Min. Sanità).

Sino al momento in cui diverrà effettiva l'etichettatura permarrà l'attuale "cartello" dell'industria che nella competizione commerciale non ha sino ad oggi posto mai in evidenza i prodotti di migliore qualità in grado di minimizzare l'esposizione dell'utente.

Il WWF ha posto in luce l'esistenza di prodotti più inquinanti di altri in occasione della prima misurazione pubblica effettuata il 28/6/2000 in collaborazione con il CNR e  l'Ispesl (Min. Sanità) e pubblicata oltre che nella pagine più visitata di questo sito (con oltre 100 mila accessi), su periodici nazionali quali "Panorama" e "l'Espresso" e su trasmissioni televisive quali ad es. "Porta a Porta" e "Mediamente" a riprova del notevole interesse ad una informazione trasparente sul tema.

Del pari grave è apparsa la campagna di discredito sull'utilità dell'auricolare, strumento che, dati alla mano (misurazione WWF-CNR-ISPESL e quella di un ricercatore dell'ENEA documento 2), è inconfutabilmente idonea a determinare una minore irradiazione dell'utente tanto da essere considerata  precauzione raccomandata dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (documento 5). Ciò ha determinato confondimento negli utenti e il permanere del carattere di accessorio di quanto invece, proprio ai fini della minimizzazione dell'esposizione, dovrebbe essere un elemento integrato in  ogni telefonino in vendita.

Come considerare le rassicurazioni dei rappresentanti dei produttori  o di istituti scientifici di ricerca finanziati direttamente dai gestori ? (documento 3)

In attesa che vi sia la prova provata in merito alle spesso contraddittorie teorie delle ricerche scientifiche sulla materia, possibili, forse solo a posteriori attraverso gli studi epidemiologici, appare corretta l'impostazione della legge italiana  la quale, ai sensi dell'art.12 (documento 1),  certamente determinerà attraverso l'etichettatura meno esposizione degli utenti e una sana competizione delle industrie finalizzata a produrre apparati meno inquinanti possibile.


Documenti


Documento 1
La legge quadro sull'elettrosmog approvata il 14/02/2001
Art. 12. (Apparecchiature di uso domestico, individuale o lavorativo)
1. Con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della sanità, previo parere del Comitato e sentite le competenti Commissioni parlamentari, sono stabilite, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, tenendo conto anche degli orientamenti e degli atti dell’Unione europea in materia di inquinamento elettromagnetico, tutela dei consumatori e istruzioni per l’uso dei prodotti, le informazioni che i fabbricanti di apparecchi e dispositivi, in particolare di uso domestico, individuale o lavorativo, generanti campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sono tenuti a fornire agli utenti, ai lavoratori e alle lavoratrici, mediante apposite etichettature o schede informative. Le informazioni devono riguardare, in particolare, i livelli di esposizione prodotti dall’apparecchio o dal dispositivo, la distanza di utilizzo consigliata per ridurre l’esposizione al campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico e le principali prescrizioni di sicurezza. Con lo stesso decreto sono individuate le tipologie di apparecchi e dispositivi per i quali non vi è emissione di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, o per i quali tali emissioni sono da ritenersi così basse da non richiedere alcuna precauzione.
2. Il Comitato promuove la realizzazione di intese ed accordi di programma con le imprese produttrici di apparecchiature di uso domestico, individuale o lavorativo, che producono campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, al fine di favorire e sviluppare tecnologie che consentano di minimizzare le emissioni.



Documento 2
Studio realizzato da una società australiana La EMC TechnologY (pubblicato dal Sunday Times e in Italia dalla Stampa e dalla Nazione del 6 dicembre 2000) basato sulle metodologie del Prof. Niels Kuster (Istituto federale di tecnologia e sui parametri stabiliti dall'Incnirp  rientrando tutti nei parametri di tale Istituto privato di riferimento non per l'Italia).

Marca

Modello

Tasso di emissione

ERICSSON

T28S

1,27

NEC

DB4000

1,23

NOKIA

6210

1,19

SIEMENS

C35i

1,19

SAMSUNG

SGH2400

1,17

SIEMENS

M35i

1,14

MOTOROLA

V3690

1,13

PANASONIC

EB GD92

1,07

SONY

CMD-Z5

1,06

SWISSCOM TREND

G366

1,05

BENEFON

TWIN DUAL

1,01

SIEMENS

S35i

0,99

ERICSSON

R320s

0,94

ERICSSON

R310s

0,94

MOTOROLA

P7389

0,83

NOKIA

3210

0,81

BOSH

GSM 909

0,81

ERICSSON

A2618s

0,79

NOKIA

7110

0,76

NOKIA

3310

0,75

NOKIA

8210

0,72

NOKIA

6110

0,71

ERICSSON

T18s

0,61

MOTOROLA

T2288

0,54

NOKIA

8890

0,53

TRIUM

ARIA

0,48

NOKIA

8850

0,22



Documento 3
La Nazione 6 Dicembre 2000
<<I produttori rassicurano "non ci sono prove che i telefonini facciano male" afferma Ciro Frallicciardi dell'ANIE (Federazione delle imprese elettroniche ed elettrotecniche).
Uno studio reso pubblico dalla rivista Lancet in Ighilterra smentisce queste rassicurazioni (..) il Governo di Blair inserirà nelle scatole un volantino per avvertire i consumatori della pericolosità delle radiazioni emesse dai telefonini. L'allarmismo di Londra non è condivisa da Gabriele Falciasecca Presidente del Consorzio Elettra 2000 (http://www.elettra2000.it/elettra2000/presentazione.htm) ente di ricerca internazionale promosso dall'Università di Bologna e dalla Fondazione Marconi con il sostegno di TIM, OMNITEL e Wind,  "non è giustificato da nessun riscontro in studi e ricerche scientifiche">>


Documento 4
REPORT SU TEST SAR PER AURICOLARI UTILIZZATI CON TELEFONO CELLULARE
G.A Lovisolo - Ricercatore ENEA
...Conclusioni
I risultati dei test descritti mostrano, senza nessuna eccezione, che i livelli di radiazione indotta all'interno del fantoccio dagli auricolari sono sensibilmente inferiori a quelli indotti direttamente dai dispositivi cellulari stessi.
http://www.elettra2000.it/elettra2000/testSARauricolari.htm


Documento 5
Organizzazione mondiale della Sanità - Electromagnetic Fields and public Health Cautionary Policies (WHO)
Estratto dalla traduzione ultima parte del documento OMS del marzo 2000 effettuata a cura di Elisa Dessimoni disponibile sul sito alla voce documenti>pubblicazioni mentre per il testo integrale http://www.who.int/emf.
"…Coloro che intrattengono lunghe conversazioni con il cellulare potrebbero usare il kit- vivavoce e tenere lontano il cellulare dal corpo…"


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